Nel panorama contemporaneo sono pochi gli artisti autentici, non seriali. Toraldo è certamente fra questi. In Lui i “colpi di luce” non rappresentano soltanto un minuscolo frammento della forma, ma sono espressioni dello spirito (come nell’opera su Sant’Agata). Nell’apparente vortice che a prima vista appare nei suoi dipinti, emergono, poco alla volta, i tratti colorati di una emozione. Per me i suoi “getti di colore” sono impulsi irrefrenabili, che posseggono un’anima, la sua, naturalmente. Ha la rara capacità di sapere cogliere “quel misterioso” spazio della tela, e della forma, essenziale per rappresentarla completamente. In questo mi ricorda Velasquez. La sua arte è, paradossalmente essenziale, nel suo apparente caos cromatico. Caratteristica dei grandi artisti. E Francesco Toraldo  lo è.