Sembra essere questa anche la chiave per entrare nell’universo artistico di Francesco Toraldo. Figlio d’arte (suo padre Enzo è uno dei più apprezzati pittori del nostro tempo), ribelle alle regole dell’accademia e recensito da critici del calibro di Vittorio Sgarbi, sarà a Pescara, ospite della rassegna musicale “Pescara Jazz” e quindi dell’Ente manifestazioni pescaresi, dall’ 11 al 24 luglio con la mostra “Rosso Jazz” (presso il teatro-monumento “d’Annunzio). Un’arte, la sua, che fuoriesce da qualsiasi tentativo di incanalarsi nei binari di una corrente pittorica, che apparentemente si pone come erede dei Fauves per quel suo cromatismo ma che poi vive degli approfondimenti visivi dell’Espressionismo e non dimentica la lezione delle Avanguardie. Figure appena accennate e sconvolte di suonatori di jazz, di donne nude e di sportivi, si sfumano sulle tele tra nevrotici segni e violenti colpi di spatola, tra colori primari antitetici e giochi cromatici. Un contrasto tecnico che nei quadri si traduce in armonia e che permette a Toraldo di contrassegnare le sue figure con un’intensa carica espressiva. A.D.L.

ARTICOLO pubblicato su : iltempo.it il 02/07/2005.

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