Francesco Toraldo è un pittore la cui espressività intreccia narrazioni figurative che sembrano provenire non tanto da un progetto precostituito, quanto piuttosto essere prodotte da un ardore guidato della memoria. Dalla biografia di questo artista si evince un certo spirito ribelle, dato che, a suo tempo, egli non ha voluto portare a termine lo studio accademico, che pure gli è stato utile come base di apprendistato. Il suo vero maestro è stato soprattutto il padre Enzo, anche lui pittore, il quale ha saputo con evidenza infondergli l amore istintivo per una figurazione forte e calibrata. Le capacità espressive di Francesco Toraldo si effondono nelle sue opere con gli effetti vibrati di colori primari e puri. Egli non ama certo tenere sotto controllo la sua fantasia pittorica, e quindi interpreta il vero attraverso il filtro delle emozioni. Ci si accorge subito che Francesco Toraldo ha capacità e sensibilità per ciò che concerne la rivelazione del particolare in un contesto visivo dove prevale un espressionismo venato, in alcuni casi, di dolcezze post – romantiche. L osservatore si trova di fronte un artista che ha assorbito certamente dal museo dell arte dello scorso secolo alcuni fondamentali insegnamenti, e non solo i cromatismi della pittura fauve, che appare qui subito come primo e ovvio riferimento stilistico, ma anche gli approfondimenti visivi dell espressionismo tedesco del primo dopoguerra.
Perseguendo la volontà di trasfigurare il riconoscibile, e quindi di interpretarlo attraverso un filtro immaginifico, questo artista si avvale di un colorismo intenso e movimentato da larghe campiture, elemento che costituisce la costante di un linguaggio poetico di grande densità e di un’enunciazione narrativa nitida e sintetica. La gestualità di Toraldo agisce con forti colpi di spatola praticando giochi di contrappunto cromatico, che si risolvono in rapporti di limpida purezza fra le masse di colore. L ‘artista medita con intensa partecipazione sul suo lavoro, dialogando con una materia pittorica che scaturisce da una coscienza vigile nell ascolto della propria interiorità. Le sue raffigurazioni di Le sue raffigurazioni di vele sospinte dal vento, di suonatori di jazz, di corpi femminili nudi, hanno l’essenzialità e l’immediatezza segnica di
una pittura che sembra nascere direttamente dal colore, senza la necessità di un disegno preparatorio. Solo il colore sembra quindi abilitato ad aprire tutti gli orizzonti sensibili della sua visione. L’amore per la natura e per la figura umana modula ritmi musicali che ritornano e si scatenano nelle cromie, che si fanno suono e armonia nella specifica riproduzione visiva dei musicanti di tromba e di sax, ma non solo.
Questo abile pittore di cieli, di mari e di vigorose enunciazioni figurali, avverte la necessità di variare i temi preferiti attraverso il filtro di una visionarieta’ capace di decantare la passione in modulazioni nostalgiche, evitando l ‘iperbole e senza cadere nella banalizzazione. Le impressioni visive che provengono dalla sua memoria selettiva e che lo guidano in ogni nuova composizione, si risolvono in un ‘espressività quanto mai poetica, in quanto capace di restituire ai valori della raffigurazione una funzione emotiva. La sensibilità pittorica si ritrova in tal modo ad agire entro sintesi mirate, che acquistano respiro tramite i contrasti armonici fra toni e contro toni. L ‘analisi del momento figurale trova quindi la sua conclusione narrativa che rappresenta il particolare della bellezza del visibile, liberandone il segreto e portandolo alla sua piena esaltazione attraverso i percorsi dell’armonia.

Vittorio Sgarbi